Hymne à la beauté

...
Venga tu dal cielo o dall'inferno, che importa, Bellezza, mostro immane, mostro candido e fosco, se il tuo sguardo, il tuo piede, il tuo riso, le porte m'aprono a un infinito ch'amo e non conosco?
Arcangelo o sirena, da Satana o da Dio, che importa, o fata dagli occhi di velluto, luce, profumo, musica, unico bene mio, se rendi più dolce il mondo, meno triste il minuto?

Mille di questi viaggi

Tre giorni fa la tua chiamata improvvisa.
Mezz’ora a parlare di noi e di mille altre cose. Erano le 10 e non avevi ancora cenato, mi hai chiesto se avessi voglia di farti compagnia, e io non aspettavo altro.
La tua presenza ha lo strabiliante potere di incutermi sicurezza, familiarità, come se in fondo mi sembrasse di conoscerti da sempre. Sei casa, J. Sei la casa di pensieri troppo simili ai miei e di emozioni che ci appartengono.
Poi i baci nella tua macchina, le mani sui corpi, il desiderio l’uno dell’altra che esplode ancora una volta, e di nuovo sei un po’ mio, e di nuovo sono un po’ tua, e poi crolliamo, che a fumare abbiamo un po’ esagerato, e mi risveglio con te dormiente sul mio seno. 5 e mezza. L’alba, ancora.
Due giorni fa il doppio incontro strano, e vai a capire come ci si deve comportare in ste occasioni, che non sappiamo quello che siamo e tanto meno cosa facciamo. E la voglia di baciarti che permane.
Sono le 10 e sento già la tua mancanza.
Eppure sarà meno di un paio d’ore che non ti vedo. Abbiamo deciso di passare insieme un’ultima notte, prima che io parta - tempo qualche minuto - e chi lo sa quando si riuscirà a rivedersi!
Sei venuto a prendermi alle 11, e vado già dimenticando le infinite strade che abbiamo percorso trascinati dal silenzio della notte. E poi l’idea nata dal nulla: andiamo al mare! E prendere l’autostrada in direzione Savona, e fermarsi all’autogrill e ordinare troppe cose da mangiare, e passarci troppo tempo, a ridere come bambini e immaginare le nostre prossime avventure. Però questa decidiamo di interromperla, che il tempo passa in fretta e quello di cui ormai disponiamo è troppo poco. Andiamo in collina, cantiamo a squarciagola le canzoni che passano alla radio, e ci rubiamo altri baci, e ci addormentiamo, insieme, un’ultima volta ancora, con le mani che si stringono e gli occhi che si smarriscono nei mondi dietro le palpebre.
Non ci lasciamo alcuna promessa per il presente, solo tante per il futuro. Viaggeremo ancora, insieme, ci perderemo in mille altri sentieri, trasportati dalla marea dei nostri capricci momentanei. Lo faremo, senz’altro. Già mi manchi. Ciao, J.

Stream of consciousness - 2:03 am

Sono in balcone col cuore che mi esplode in petto. Ho provato a chiamarti. Con il fiato sospeso fino all’ultimo squillo, poi la segreteria telefonica che mi avvisa che non sei raggiungibile. Quando mai lo sei stato? Chissà dove sei, chissà cosa fai. Magari dormi. Come sei bello quando dormi.
Ho le mani che tremano. Cosa ti avrei detto se avessi risposto? Sarei rimasta in silenzio dopo un “ciao” titubante? O avrei trovato il coraggio di confessarti che mi manchi e che non pensavo davvero tutto quello che ti ho scritto?
Un bambino piange da chissà dove.
Un ubriaco passa sotto il mio balcone canticchiando una melodia che mi è nota. Continua all’infinito. Lo anticipo nella mente. Ma non riesco a ricordare… Tu tu tututu tututututu-tu tu tu.
Cosa diavolo era? Un carillon? Una giostrina giocattolo? La voce si allontana fino a sparire. Continuo a canticchiare la melodia nella mia testa. Ma non riesco a ricordare, proprio non ci riesco.
Tu tu tututu tututututu-tu tu tu. Tututu tututu tututututu tu tu, tutu tututu tutututu tu tu.
Mio dio.
Una luna. Un pupazzo giallo a forma di luna. Con un cordino, e alla fine del cordino un specie di pallina bianca. Lo ricordo bene, sì. Ma dove? Ma quando?
Che impressione. È come quando senti un odore che ti ricorda terribilmente qualcuno.
Il cuore continua a battere forte. Fa fresco fuori, non me n’ero resa conto.
Mi concedo altri cinque minuti di speranza.
Ma in fondo già so che non ti sentirò.

L’arte del rimorchiatore random

Finita la lezione di francese mi aggiravo assorta nei miei pensieri confusi dalle parti di Palazzo Nuovo, quando senza sapere il perché, camminando, mi sono messa a fissare una macchina bianca, per rendermi conto solo dopo qualche secondo che dentro vi erano tre ragazzi. Il tempo di distogliere lo sguardo e superare appena la macchina che sento alle mie spalle “Hey, buonasera! Tu col vestitino! Fermati!”.
Un po’ titubante mi sono girata e mi sono decisa a fare qualche passo indietro.
Un bel ragazzo dagli occhi azzurri insisteva nel dire di avermi già vista - che scusa banale! - e ha voluto sapere il mio nome. Sembrava simpatico comunque, e anche se mi aspettavo da un momento all’altro qualcuno che mi annunciasse che ero su una candid camera, ho ceduto alle lusinghe e gli ho lasciato il mio numero.
Non è che sia la prima volta che qualcuno conosciuto a caso mi chieda il numero, ma la presenza dei suoi amici che assicuravano per lui che è un bravo ragazzo e che non è assolutamente solito fare cose del genere mi ha fatto un po’ arricciare il naso.
Ma che importa, queste cose mi divertono sempre.
E domani sera usciamo!

"너로된 이불, Blanket of you" 2009

(Fonte: killheji, via sub-dolamented)

“Why is a porn blog following me”

—   

Ancient tumblr user proverb (via sub-dolamented)

heytigre, ahahahahahah

(Fonte: mrsmagneto, via sub-dolamented)

funeralementale ha detto:: Hey, grazie per il follow :)

Figurati! Anzi, temo di averti un po’ riempito di notifiche o come si chiamano qui, ma adoro quelli come te che scrivono ogni cosa che gli salta in mente, e non riuscivo a smettere di andare in giù (e a cliccare il dannato cuoricino, ma insomma se una cosa si apprezza bisogna pure renderlo noto!)

Giorni scapigliati

Vivere a mo’ di bohémienne sta iniziando a far emergere le sue conseguenze. Prima fra tutte, la mia sempre più pronunciata difficoltà nella percezione del tempo, che sembra dilatarsi inquietantemente fino a farmi credere che da martedì a domenica non siano passati pochi giorni, ma come minimo qualche mese.
Ricordare come ho passato questo o quel giorno è poi impresa impossibile. Questa mattina mi sono svegliata sul mio divano con un gran senso di confusione in testa e senza riuscire a ricordare assolutamente nulla della nottata dalle 2 in poi.
Eppure qualcosa devo averlo fatto, suppongo.
Poi c’è la questione dei pasti, ‘che qualche giorno fa mi sono svegliata alle 4 del pomeriggio e non sapevo se fosse il caso di fare colazione, pranzo o merenda.
E in più c’è che non sono totalmente lucida da più di una settimana, e che ormai mi fa quasi strano quando non ho il cervello annebbiato.
In compenso, oggi ho pulito tutta casa! E mi sono dilettata passando dall’usare la scopa come microfono immaginandomi in un concerto punk a renderla mia compagna in un twist.

japonisme-japonism:

Hokusai Katsushika / Bullfinch and Weeping Cherry Blossoms / 1834
葛飾北斎 / 鶯 垂桜

japonisme-japonism:

Hokusai Katsushika / Bullfinch and Weeping Cherry Blossoms / 1834

葛飾北斎 / 鶯 垂桜

(via funeralementale)